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Piero Principi - Illuminare

11 - Il viola
Al viola si associa la mania di grandezza, classe, potere e lusso. Questo non per motivi fisiologici o sensoriali, ma per motivi storici. Sembra infatti che fosse uno dei colori più difficili e costosi da realizzare. Questo lo rendeva accessibile solo ai ricchi e ai potenti. ()



Il viola è il colore della contrapposizione del rosso, caldo e stimolante, con il blu, freddo e rilassante. Proprio per questo la sua ambiguità genera una forte tensione. Era proibito nell’antico Egitto per i suoi contenuti magici ed esoterici. È comunque sensibile e raffinato, è il colore del fascino e della seduzione ed evoca il piacere estetico. Proprio per questo è uno dei colori preferiti dalle donne. Per le sue contrapposizioni e controsensi, rappresenta anche una certa ambiguità sessuale.

Anche il viola, in base alla tonalità, trasmette segnali diversi. Quando è più scuro ha una connotazione funerea (in molti paesi si usa come segno di lutto), mentre quando è più brillante (con una maggior quantità di rosso) rappresenta una notevole regalità e benessere.

Comunicando ambivalenza e varietà, non è un colore molto usato nel packaging. Risulterebbe essere troppo freddo per alimenti da cuocere e troppo caldo per alimenti freschi o da servire ghiacciati. L’unico suo utilizzo in pubblicità e nel marketing lo si deve al fatto che è un colore che attrae le donne, viene quindi usato come richiamo per confezioni di prodotti prettamente femminili.

Nell’arredamento occorre fare molta attenzione all’uso del viola. Per la sua forza espressiva e stimolante (derivante dal rosso) e la sua calma rilassante (dovuta al blu), non trova grandi spazi né in ambienti stimolanti, perché non abbastanza vivace, né in ambienti dove è richiesta un’azione calmante, perché comunque troppo passionale.
Nelle tonalità scure, diventa poi simbolo di introversione e penitenza, non adatto quindi a un’abitazione accogliente, calda e allegra.

In fotografia, al di là dei gusti personali, il viola trova poche applicazioni per gli stessi motivi già citati.
Fotografereste una bimba bionda, con le treccine con uno sfondo viola scuro?

Nel food, come abbiamo visto, non trova uno spazio dove possa esprimersi, sempre per via della sua doppia personalità, caldo e freddo, stimolante e rilassante.

Faccio fatica a pensare un settore della fotografia dove si possa fare un uso del viola senza cadere in controsensi.

Probabilmente nella fotografia commerciale di articoli religiosi e sacri, si potrebbe fare uso di questo strano colore con drappi, fondi che evochino quel senso di mistero e di magia. Ma forse avevano ragione gli Egizi a vietarne l’uso.