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Piero Principi - Illuminare

21 - Il soft box o bank
Il soft box, comunemente chiamato bank, è un accessorio che si monta sulla baionetta del flash; è composto da un telaio in alluminio con della stoffa nera all’esterno e argentata all’interno con all’estremità un telo bianco traslucido; il tutto a formare un tronco di piramide. ()





Classificazione
Confrontando l’illustrazione riportata sotto, possiamo osservare come i raggi all’interno del bank vengano rifratti dalla tela bianca, generando quella che nell’illuminotecnica tradizionale si chiama rifrazione ortotropa. Quindi la luce di questo importante accessorio è da considerarsi luce diretta filtrata.

   

Rispetto alla luce generata dalla griglia (anch’essa diretta e filtrata) è però molto più morbida poiché tutti i raggi vengono deviati in diverse direzioni. Basta osservare l’ombra di Peter per capire subito che in una scala teorica di morbidezza della luce, quella generata dal bank si inserisce tra quella più dura della griglia e quella più morbida dell’ombrello. Nella foto del fondale azzurro, possiamo notare come la diffusione sia regolare e omogenea.

Quando si usa
L’utilizzo della luce del bank non si discosta molto da quello dell’ombrello; in entrambi i casi ci troviamo di fronte a una luce morbida ma con due sostanziali differenze. Il bank, essendo una luce diretta, presenta un contrasto più elevato, quindi si può utilizzare in un ritratto quando si desidera avere un maggior dettaglio rispetto all’ombrello.


Se fotografiamo una quarantenne che preferirebbe vedersi più giovane, opteremo per l’ombrello, se invece vogliamo accentuare le rughe di un anziano per dare più forza espressiva al volto sarà opportuno usare il bank.


Ma la differenza maggiore tra l’ombrello e il bank sta nella forma regolare di quest’ultimo che ci consente l’utilizzo anche nel caso di materiali riflettenti. La superficie rettangolare e uniforme del bank, riflettendosi sulle superfici riflettenti, formerà un disegno altrettanto regolare e uniforme permettendoci di meglio identificare la forma dell’oggetto.

Nella stessa situazione, se avessimo utilizzato l’ombrello avremmo notato la sua forma tipica. Osservando attentamente le pupille delle persone ritratte, possiamo notare facilmente quali siano state illuminate da un ombrello e quali da un bank.


   

Nella foto dell'orologio possiamo notare la presenza di due bank frontali tramite i due riflessi rettangolari presenti nei piedini, alla base dell’orologio. Dal riflesso in alto a sinistra, invece, possiamo verificare la presenza di un flash in controluce per rafforzare la tridimensionalità dell’oggetto.



Nella fotografia di argenterie si usa spesso il bank per conferire alle superfici maggiori brillantezza e lucentezza, tipiche di quel materiale. A questo scopo occorre fare attenzione agli angoli di illuminamento, al fine di tenere sotto controllo i riflessi generati da tutti gli accessori utilizzati.

La soluzione per il fotoamatore

La simulazione “artigianale” della luce morbida e pulita del bank, da parte di un fotoamatore risulta essere semplice ed estremamente efficace. Occorre acquistare, presso una ferramenta ben fornita, una lastra di plexiglass opalino di circa un metro quadrato. Questa verrà sostenuta tramite un treppiede in posizione frontale al flash in modo da rappresentarne uno schermo.

Quando il flash illuminerà la lastra opalina, il suo bagliore andrà a sua volta a illuminare l’oggetto con la stessa morbidezza tipica del bank. Per ottenere una luce priva di aloni particolari, la distanza tra flash e lastra dovrà essere almeno pari al suo lato maggiore. Se per esempio disponiamo di una lastra di 50 x 80 cm, la distanza dovrà essere almeno di 80 cm.