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Piero Principi - Illuminare

24 - La direzione della luce

La direzione della luce determina la distribuzione dell’intensità luminosa e delle ombre sul soggetto. Quindi è la caratteristica che influisce maggiormente sulla forma. Esamineremo quindi le differenze tra gli effetti generati sul soggetto dalle luci provenienti da direzioni diverse. 
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Esistono cinque tipi di direzione.

Luce dall’alto

 
Rappresenta la luce di una tipica giornata estiva verso mezzogiorno. I raggi, quasi perpendicolari, generano un’ illuminazione poco gradevole e funzionale, nei ritratti avremo le ombre sotto gli occhi e sotto il naso con un contrasto molto elevato. L’unica situazione dove la luce dall’alto risulta efficace è nello stil ife, dove, con l’utilizzo di una luce molto morbida come il window light, possiamo “disegnare” le forme dell’oggetto, a patto di usare un pannellino o una luce frontale di schiarita. Altra situazione dove la luce dall’alto risulta essere efficace è rappresentata dalla fotografia aerea. Fotografando dall’alto, per evitare di avere delle ombre che disturbano la leggibilità del terreno, sarà consigliabile effettuare le riprese nelle ore centrali della giornata, dalle 11 alle 14.

Luce laterale
La luce laterale è sicuramente la più diffusa in fotografia per la sua capacità di conferire un aspetto tridimensionale. Le ombre sono ben accentuate, provocando un contrasto notevole, grazie al quale il soggetto prende forma. Anche in questo caso è di vitale importanza il controllo del contrasto (che illustreremo nel prossimo capitolo), al fine di ottenere un’immagine perfettamente bilanciata.

Un’attenzione particolare occorre prestarla nell’utilizzo di più fonti di illuminazione; usando due luci, entrambe laterali, si corre il rischio di generare quelle doppie ombre tanto innaturali. A tal scopo è meglio utilizzare dei pannelli riflettenti, per schiarire quella parte del soggetto più lontana dalla fonte di luce, combinando l’angolazione della luce con la distanza del pannello.
   

Luce frontale
    Pur rappresentando la situazione più diffusa (grazie ai flash incorporati nelle fotocamere), la luce frontale risulta essere di gran lunga la meno efficace. È quella generata da un flash posizionato sopra la macchina, che provoca una luce piatta, priva di ombre e quindi carente di corposità. Inoltre, a causa del principio del quadrato inverso, lo sfondo risulterà inevitabilmente molto più scuro.

Sarebbe opportuno prestare molta attenzione a questa soluzione, da utilizzare solamente quando non è possibile fare altrimenti. Il risultato ottenuto è sempre scadente, proprio perché evoca la tipica fotografia del principiante con una illuminazione assolutamente banale e priva di ogni fascino. Rappresenta la tipica soluzione del “pasticciere”.


Controluce
Quando una luce illumina un soggetto da dietro, ci troviamo di fronte a una situazione difficile da controllare, sia da un punto di vista esposimetrico, sia per il fenomeno denominato “flare” che può provocare riflessi indesiderati. Ma il controluce rappresenta senza alcun dubbio la più affascinante, creativa e stimolante tecnica di illuminazione.

Non mi stancherò mai di tessere lodi a questa soluzione. Una volta apprese le tecniche di utilizzo, il controluce ci permette di ottenere i migliori risultati nelle tecniche di illuminazione. Questa tecnica permette di conferire all’immagine una tridimensionalità non comune a qualsiasi altra soluzione e consente al soggetto di trasmettere emozione, sensazioni vitali e un’energia dovuta proprio alla sensazione di illuminare anche l’osservatore.
   

Dal basso
    Rappresenta la più insolita delle direzioni. In natura, la luce arriva sempre dall’alto, quindi un’illuminazione così particolare provoca una visione distorta e poco veritiera del soggetto.

Se proviamo a fotografare una scritta in rilievo in una facciata di una chiesa, sia con una luce dall’alto che con una dal basso, noteremo che, nel secondo caso, le scritte appaiono incise. Questo è dovuto alla nostra abitudine di vedere la luce venire sempre dall’alto.

Non è un caso che questa soluzione venga utilizzata nel cinema horror, per illuminare il viso di mostri e cattivi e deformarne i lineamenti per aumentare l’atrocità del loro aspetto. In fotografia trova poche applicazioni, a parte nel caso in cui un fotografo voglia infrangere le regole per stupire l’osservatore.