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Piero Principi - Illuminare

2 - Effetti psicologici della luce

Per effetti psicologici della luce si intendono i processi di acquisizione e interpretazione delle immagini da parte della mente, che stanno alla base dei processi cognitivi. Si tratta di concetti fondamentali per la fotografia.

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Visione e percezione


Il processo di acquisizione visiva nell’uomo rappresenta un connubio tra una funzione ottica e un procedimento mentale. Tutti i dati recepiti dall’occhio, tramite terminazioni nervose, vengono elaborati dal cervello e trasformati in sensazione visiva.

Mentre la sensazione visiva è correlata a fenomeni fisici, la percezione altro non è che l’oggettivazione della sensazione. La percezione, quindi, coinvolge anche gli altri sensi; l’odorato, l’udito, il tatto e la sensibilità termica.

Una serie di stimoli che agiscono su tutti i sensi può dare origine a diverse percezioni che possono provocare messaggi ambigui, come le “Illusioni ottiche”.



                  


Le figure ambivalenti sono state le prime illusioni ottiche (già conosciute nella cultura greca) scoperte verso la metà dell’Ottocento. Le potenzialità delle illusioni ottiche sono state usate nel mondo dell’arte e dell’architettura come provocazione e stimolo per incuriosire l’osservatore.

Psicologia della luce


La luce non ha solamente il compito di rendere visibile il soggetto ma di evocarne stati d’animo. Negli ultimi anni, infatti, sono stati approfonditi studi proprio per capire le relazioni tra la luce e i fenomeni bio-fisiologici e psichici che ne derivano.
E’ stato ormai dimostrato come la luce influenzi il nostro andamento ormonale, la temperatura corporea, l’umore e l’attività cerebrale.

Alcune aziende si rivolgono ad esperti illuminotecnici per sfruttare le potenzialità della luce e poter integrare meglio tutte le attività svolte. Nelle sale d’attesa, per esempio, sarà opportuno tenere un basso illuminamento con tonalità calde, che inducono al rilassamento ed evocano una maggior ospitalità.

In produzione, invece, un alto illuminamento con temperature cromatiche più fredde può garantire una maggior efficienza lavorativa.

La luce ha inoltre poteri curativi. Già nel 1927, in occasione di un convegno medico, Kate W. Baldwin, affermava che nella luce si cela un potere curativo più efficace di quello dei farmaci. Da studi più recenti sembra che ci sia una relazione tra gli effetti della luce solare e la quantità di globuli rossi presenti nel sangue.

Gli animali che vivono sotto terra e gli uomini che vedono raramente la luce hanno un abbassamento progressivo della vista, oltre ad altri disturbi.

Un altro importante condizionamento della luce sugli esseri viventi riguarda la stimolazione dell’ipofisi. La luce, passando attraverso gli occhi, stimola il principale centro equilibratore dell’intero sistema ghiandolare (l’ipofisi appunto) influenzando tutto il sistema endocrino modificandone le attività (un concetto ben conosciuto dall’industria del pollame, attraverso il quale aumenta la produzione di uova).

Uno studio risalente al 1973, effettuato dai due medici di Boston John Rock ed Edmond Dewan, ha dato risultati sorprendenti. Secondo test effettuati su donne che soffrivano di irregolarità del ciclo mestruale, si è potuto dimostrare che dormendo con la luce accesa in alcuni giorni particolari del loro ciclo mensile diventavano più regolari. Questo perché la luce, assorbita dalle palpebre chiuse, entrava nel corpo stimolando l’attività delle ghiandole sessuali.

In fotografia



La consapevolezza dell’influenza della luce sulla percezione visiva ci stimola a sfruttare questa straordinaria capacità per evocare sensazioni diverse, semplicemente utilizzando luci differenti.





Nelle due foto sopra, per esempio, possiamo notare come con una luce morbida l’oggetto sembri più aggraziato rispetto a una luce più dura e radente. Come è altresì vero che una luce radente conferisce all’immagine un maggior dettaglio.

Da questo semplice esempio possiamo già dedurre che una luce morbida può essere preferita in un ritratto mentre una luce dura potrebbe essere l’ideale in una foto pubblicitaria o da catalogo, dove la definizione e la fredda perfezione tecnologica giocano un ruolo molto importante.

Questo non significa che non potremo mai usare una luce dura in un ritratto o una morbida in una fotografia industriale; le regole sono fatte per essere infrante, ma l’importante è farlo solo dopo averle acquisite.




Nel secondo confronto vediamo invece due foto con la luce principale identica, con l’unica differenza che nella seconda foto è stata aggiunta una luce morbida con una gelatina di colore azzurro. Essendo una luce di bassa intensità, avrà influenza solamente nelle zone d’ombra rendendo l’immagine simile alla luce solare (non dimentichiamo infatti che l’ombra ha sempre dominanti fredde).

Con l’uso di filtri di conversione e gelatine avremo a disposizione anche uno strumento per modificare l’atmosfera delle nostre immagini, non solo con l’intensità della luce ma anche con il colore.